USANZE-TRADIZIONI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Greek English French Italian Russian
Swedish Polish
 

 

Έθιμο ΤήνουCome avviene in tutte le isole Greche, anche Tinos ha delle usanze proprie che sisono preservate da parte delle varie associazioni culturali che tentano di tramandarle fino ai nostri giorni. L`ospite dell`isola avrà sicuramente l`occasione di assistere agli avvenimenti e feste tradizionali, cioè i canti di Natale e Pasqua, il Matrimonio tiniese, la veghera e tanti altri aspetti del patrimonio folcloristico dell`isola

IL MATRIMONIO TRADIZIONALE

Il Matrimonio tradizionale è una cerimonia religiosa ma anche un` evento culturale perchè oltre l`aspetto rituale, mantiene vivi gli usi e costumi dell`isola. I matrimoni a Tinos, si celebrano in un modo simile sia dagli ortodossi che dai cattolici. Qualche giorno prima della cerimonia, le ragazze ed altri parenti degli sposi girano per le case dei paesi vicini per invitare la gente. Nel giorno del matrimonio il barbiere va alla casa del futuro sposo, per fargli la barba e tagliargli i capelli. I giovani della sua età lo aiutano a vestirsi, sparando con le armi da caccia, solamente per l`effetto sonoro. Le ragazze, invece, aiutano la futura sposa a vestirsi. Il corteo matrimoniale ha inizio, allora, preceduto dai musicisti che suonano motivi popolari (con violino e liuto), seguiti dallo sposo (che nel passato andava a cavallo o su un mulo), accompagnato dalla propria famiglia e gli ospiti. Lo stesso avviene anche con la sposa che entra in chiesa insieme alla propria famiglia e gli ospiti. Nel protiro della chiesa la sposa si unisce allo sposo, che la attende e insieme entrano nella chiesa. Dopo la cerimonia nunziale, il corteo prende la via di ritorno preceduti dai musicisti che suonano inni nunziali. Ne seguono i novelli sposi accompagnati dai parenti, le damigelle d`onore e il resto degli ospiti. Nella nuova casa, un ricevimento attende tutti gli ospiti, e vengono servite delle specialità locali con dolci alle mandorle, pasticcini locali chiamati “psarakia” (pesciolini), pastèli (placchette di sesame uniti al miele) e frittelle al miele. Nel passato c`era anche lo stuffato di lepre, un piatto ritenuto indispensabile. Tutti fanno gli auguri agli sposi e si siedono a tavola, a mangiare e sentire la musica tradizionale. I novella sposi iniziano il ballo e non mancano i ritornelli gioiosi che augurano la felicità agli sposi, rilevando i tratti favorevoli di ciascuno, cioè la bellezza della sposa e il vigore dello sposo. Questa festa si protrae, di solito, fino all` alba, ma nei tempi passati poteva continuare anche per il giorno prossimo.


MUSICA LOCALE E STRUMENTI MUSICALI

I strumenti musicali che suonavano nei “panighyria” (feste campestri) sono il violino e il liùto. Nel passato, si suonava anche la zampogna (cornamusa), ma oggi è quasi estinta e i musicisti che la sanno suonare sono pochissimi. La chitarra, l`“outi”, il bouzouki, la fisarmonica e il clarinetto accompagnavano gli strumenti principali nelle orchestrazioni più complete. Le danze popolari più comuni di Tinos sono "Bàllos" e "Syrtòs".

“CÀLANDA” (CANTI RELIGIOSI DI NATALE E PASQUA)

I canti religiosi di Natale e Pasqua sono una categoria speciale di canti popolari che si sentono nelle varie regioni greche durante la vigilia delle feste più importanti come Natale, Anno Nuovo, Epifania (Befana), Domenica delle Palme ecc, per venerare Gesù, San Giovani Battista, e Basilio il Grande. Nel passato a Tinos, questi canti/inni esprimevano principalmente il sentimento religioso. I vecchi di ogni paese li cantavano durante la sera della vigilia di ogni festa importante, partendo dalla casa del prete. Col passare degli anni, i più vecchi sparivano e man mano venivano sostituiti dai giovani, i quali accompagnavano i canti con tamburi ed altri strumenti musicali.

"VEGHERA" (EVENING PARTY)

La "Veghera" è un`usanza del passato che ci è tramandata fino ai tempi più recenti del secolo scorso nei villaggi di Tinos, durante le fredde noti d`inverno. Tale tradizione contribuiva alla vita sociale degli abitanti, facendo sì che pareni e amici si incontrassero e dava gioia ai bambini, che giocavano insieme. Nel tardo pomeriggio, la famiglia che organizzava la "Veghera", era solito preparare la lampada a olio, adoperandola anche come guida per il percorso notturno. Quindi, verso la sera, il più giovane membro della famiglia teneva in mano la lampada e guidava il resto della compagnia verso la casa dove si svolgeva la “veghera”. Arrivati alla destinazione, i ragazzi delle famiglie giocavano nel cortile e poi per riposarsi venivano dentro a sentire la nonna raccontare delle storie che spesso si trattavano delle avventure delle fate (chiamate “Ayeloùdes” a Tinos). Vicino al tavolo apparecchiato con ogni tipo di leccornie, c`era un cesto per la legna del camino, dove venivano arrostite delle castagne. I grandi stavano tutti insieme, mentre la madre di famiglia faceva dei lavori a mano. La "Veghera" si protraeva fino alle dieci o undici di sera e, quando finiva, gli ospiti accendevano le lampade e tormavano a casa, augurando a tutti la buona notte.

 

Πλέξιμο στην Τήνο

 

 

Πίνακας εορτών