I VILLAGGI DI TINOS
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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LA CITTÀ DEL PORTO (“CHORA”)

I VILLAGGI DI TINOS

Fino a qualche anno fa, Tinos comprendeva due Comuni diversi: Íl Comune della città portuale e dintorni e il Comune di “Xòburgo” con tutti i villaggi dell`entroterra nonchè la Comunità storica di “Panormos” e “Pyrgos”. La recente riforma regionale significa che Tinos forma un Comune unico. Da notare che per quanto riguarda il dogma, tutta Tinos portuale e dintorni è Ortodossa, i villaggi di Xòburgo sia Ortodossi che Cattolici, mentre quelli di “Pyrgos” sono Ortodossi. Le relazioni tra le popolazioni di dogmi diversi, sono state da sempre armoniche e pacifiche.

“Triandàros”

Tο χωριό Τριαντάρος στην ΤήνοSi tratta di un villaggio grande con molta vivacità, che ha saputo mantenere tanti valori tradizionali ma anche espandersi con delle abitazioni ripristinate o costruite da cittadini stranieri ma anche Greci che ci abitano per molti mesi dell`anno. Ha una vista panoramica, tante arcate e viuzze strette e scalinate, che portano alla chiesa degli Snti Apostoli, nel cuore del villaggio, con un mosaico con coccioli di un aspetto imponente. I vari elementi di un frantoio locale sono stati ripristinati e sono esposti all`aperto, vicino alla fonte di “Lefkes”, un posto alberato che è un`attrazione per i turisti. All`entrata del villaggio presso il monumento dei caduti in Guerra c`è il busto del martire locale, un vescovo di nome “Ambrosius Pleanthidis”, opera dello scultore tiniese N. Paraskevas. Inoltre c`è anche il busto di un altro personaggio, “Gregorio Plianthis”, vescovo di Chalki per un periodo di mezzo secolo. Triandàros è il luogo di nascita di tante altre personalità importanti della cultura e la politica locale. Nel villaggio si organizzano spesso delle feste tradizionali come, per esempio, il macello dei suini e il carnevale. Ci sono anche dei negozi, ristoranti e bar.

IL CARNEVALE

Nel passato, gli abitanti di "Triandàros", per tutta la durata del Carnevale celebravano la cosiddetta “festa del carnevale” che durava 21 giorni. Durante quel periodo si tornava a casa la sera cantando ritornelli improvvisati come questi: “Oh, cara lingua mia Cominci a cantare Una canzone in onore Di tutti gli amici quì presenti Per festeggiare questo nostro incontro”, per poi proseguire con versi sarcastici o erotici. Nel frattempo, gli abitanti del villaggio improvvisavano delle danze ritmiche, accompagnandole con dei versi carnevaleschi. Recentemente si ha tentato di riportare in vita questa lieta usanza.

“Berdemiàros”

Το χωριό Μπερδεμιάρος στην ΤήνοQuesto paesino è come il fratello piccolo di "Triandàros", con le case arrampicate sulla collina della valle vicina. Dopo un periodo di spopolamento, il paese riprese a vivere e tante case furono ripristinate, soprattutto da cittadini europei che seppero mantenere intatto lo stile tradizionale delle case locali, sia di quelle nuove che di quelle già esistenti.

“Dyo Chorià”

Τα Δυο Χωριά στην Τήνο(Due Villaggi) Questo villaggio, con tanto di vista panoramica verso il mar Egeo e le isole vicine, ha molte sorgenti d`acqua e spazi verdi e condizioni climatiche favorevoli. Secondo la tradizione, le cinque sorgenti erano dedicate alle cinque Ninfe del villaggio, che ebbe il proprio nome dal paio di villaggi adiacenti che esistevano una volta, separati da un torrente. Poco a poco, i due villaggi finirono coll` essere unificati, a causa della loro ricostruzione. La piazza centrale di Dyo Chorià, con il suo platano ultracentenario vicino a una sorgente d`acqua, è una delle più belle dell`isola. Quì, l`associazione culturale, “Glistèrni” organizza feste pasquali con interi agnelli che vengono arrostiti allo spedo secondo l`usanza greca e tanta musica per ballare. Nei lati opposti del villaggio, si trovano le due chiese, che sono dedicate a San Giovanni e la Dormizione della Madonna rispettivamente. Il sentiero tradizionale che collega Dyo Chorià ai vicini villagi di “Arnados” e “Triandaros” è molto bello e vale la pena di essere trascorso. Durante l`estate quì funziona anche un caffè-bar e un` osteria con cibi deliziosi e una vista panoramica unica. Partendo proprio da quì, si può raggiungere le spiaggie di “Lychnaftià” e “Ferò Choriò”.

“Arnados”

Το χωριό Αρνάδος στην ΤήνοIl villaggio si trova a est del convento di “Kehrovoùni” ed è uno dei più vecchi dell`isola, ma anche quello situato alla massima quota rispetto agli altri. Il suo aspetto architettonico è uno dei più interessanti. Quì si trovano arcate medievali, viuzze pavimentate di marmo e, nella piazza superiore, una fontana storica risalente al 1823, con una vista panoramica dell mar Egeo e l`isola di Mykonos. La disposizione urbanistica del villaggio rassomiglia molto a quella del vicino Convento di “Kehrovouni” e ciò è un fatto, peraltro, poco sorprendente. Anche quì ci sono due chiese, cioè la centrale della “Dormizione di Vergine Maria” e un`altra lungo il sentiero che porta a “Dyo Chorià”, dedicata ai “Aghii Anàrgyroi”. La chiesetta di “Panaidàki”, (=la Madonnina) è una cappella nascosta dietro una roccia dove, secondo la leggenda, si svolgevano le lezioni della cosidetta “Scuola Nascosta” durante il dominio Turco. Il turista può visitare anche i due musei del villaggio: quello Ecclesiastico, fondato nel 1987, contenente cimeli e libri provenienti dalle varie chiese vicine e quello Agricolo, con attrezzi e utensili vari. L`associazione culturale del villaggio pubblica anche un periodico chiamato “Il nostro Arnados”. Ci sono anche delle osterie e dei caffè-bar, dove si può fare uno spuntino.

“Moundàdos”

O Μουντάδος της ΤήνουMoundados si trova nei pendici del monte “Kehrovoùni” ed è pittoresco, con le sue abitazioni costruite in un intreccio fitto, come succede con tutti i villaggi tradizionali di Tinos, con le loro viuzze strette, le scalinate e le pavimetazioni di lastre di marmo, con le scale delle abitazioni che si sporgono nei spazi pubblici, le suggestive arcate ecc. Nel centro del villaggio esiste un ponticello di pietra, che attraversa un torrente che scorre solo durante i mesi invernali, la cui esistenza contribuisce alla ricca vegetazione del villaggio. Nei suoi pressi c`è un pozzo tradizionale. San Giovanni, la Cattedrale del villaggio, è dotata di un “templo” e di “porta-icone” di marmo scolpito, mentre ci sono parecchie altre chiese da visitare in questo paese. Gli abitanti di “Moundàdos” hanno formato un` associazione culturale molto attiva, che offre ospitalità durante le due feste religiose delle rispettive chiese di San Giovanni e Aghioi Anargyroi a “Gyrla”. Fino all`inizio del 1800, il villaggio aveva una discreto successo commerciale, sul campo della pesca e della navigazione, sopratutto durante l`epoca dell`insurrezione contro il dominio Turco (Sigalas, il comandante della nave del capitano-guerriero Miaoulis, è nato quì). Sul luogo funzionava anche uno dei frantoi più importanti dell`isola, il quale ha smesso di produrre olio di oliva negli anni sessanta. Moundàdos è il luogo di nascita degli artisti fratelli “Lambàki”, fotografi, di Ioannis Platis, scultore del legno e dell` archeologa Lila Maragou.

IOANNIS PLATIS (Scultore del legno e di immagini sacre) È nato nel 1838 a “Moundàdos” e in tenera età si trasferì coi genitori ad Atene, abitando nella casa del poeta Alexandros Rangavìs che si accorse del talento del ragazzo nelle belle arti e suggerì ai genitori di farlo studiare presso l`Accademia delle Belle Arti di Atene. Infatti all` età di soli 13 anni, il giovane Platis cominciò a frequentare le classi di pittura, scultura del legno e del rame, presso il maestro e monaco Agathonico Triandafilou. Platìs fu compagno di studi dei pittori famosi tiniesi Lytras and Ghizis, nonchè di altre personalità del mondo artistico di allora, diventando anche lui stesso famoso per le sue creazioni artistiche. La galleria delle opere d`arte presso la chiesa delle Madonna dell`Annunciazione espone diverse sue opere, la più importante essendo quella della Santa Trinità, che misura 24,5 x 29,5 cm e raffigura 57 soggetti religiosi, nonchè quella della “Vergine Maria di Kikkos”, mentre un`altra opera sua di grande importanza è “Axion Esti”, che si trova nella penisola di Monte Athos (Aghion Oros). Platis esibì le sue opere in diverse mostre d`Arte e fu sempre apprezzato e premiato. Per un lungo periodo di tempo insegnò la sua arte gratuitamente presso l`Università Popolare degli “Amici del Popolo” di Atene. Durante gli ultimi trent`anni della sua vita perse la vista e per questo non gli fu possibile creare ulteriori opere d`arte. È scomparso nel 1928, all`età di 90 anni.

FRATELLI “LAMBÀKI”

I tre fratelli Lambàki provengono dal villaggio di “Moundàdos”. Il primo, Ioannis (1851-1916), fu il fotografo ufficiale dei Giochi Olimpici del 1896, ma anche della famiglia Reale. Il secondo, Georgios (1854-1914), ha studiato Archeologia Cristiana e fu tra i fondatori della “Società di Archeologia Cristiana”. Salvò e preservò i manoscritti del Monastero di “Dafnì” ad Atene, mentre fu anche Professore di Archeologia Cristiana presso l`Università di Atene. Il terzo, Emmanuele (1859-1909), fu un pittore che studiò presso la Scuola delle Belle Arti di Atene, continuando presso l`Accademia delle Belle Arti di Monaco di Baviera, avendo come professore il famoso pittore di Tinos Nicolaos Ghizis, grazie a una borsa di studio conferitagli dalla Fondazione della Chiesa di Vergine Maria di Tinos. Tante delle sue opere sono state esposte e premiate nelle mostre artistiche di quel tempo. Nel 1905, fondò il suo Istituto d`Arte privato. Fu professore presso L`Accademia delle Belle Arti di Atene dal 1903 fino al 1909, anno della sua scomparsa.

“Karyà”

Το χωριό Καρυά στην ΤήνοIl villaggio di Karyà, essendo costruito sui pendi della collina vicino a “Xòburgo”, prottetto dal vento del nord, è affacciato al monte “Kehrovounio” con le sue chiesette, le colombaie e il Convento più in alto e gode di una vista panoramica della città portuale e del Mar Egeo. È indubbiamente uno dei villaggi più antichi dell`isola, se si considera il suo nome, proveniente probabilmente dall`antico popolo dei “Kàres”, ma si suppone anche che sia dovuto ai tanti alberi di noci (karydiès) che c`erano sul luogo. Essendo un villaggio centrale, dal periodo della dominanza veneziana in poi, aveva il primo caseificio dell`isola, un colleggio e liceo femminile, nonchè una scuola media. Oggi, vi restano ancora delle case signorili e tre chiese parocchiali (San Eleuterio, San Demetrio e La Dormizione della Madonna), come testimonianze della gloria del passato. Nuove case, assomiglianti a quelle tradizionali si sono costruite recentemente, dotate di ampi giardini. Le viuzze strette del paese sono rivestite di lastre di marmo e ci sono anche delle fontane, con una piazza centrale, che invita i turisti a scoprire le bellezze del villaggio. Il parco verde del villaggio, è l`unico a godere della prottezione dalle autorità e nel suo interno nasconde la chiesa post-bizantina della Dormizione della Madonna. Esiste ancora un monumento ai caduti in Guerra, eseguito da Evriviadis Lampaditis. Σελ. 77 Il paese è il luogo di nascita di uomini e donne importanti per l`isola, come: “Chatzigeorgakis Siotis”, un grande benefattore della Chiesa della Vergine Maria, “Ioannis Siotis, figlio di Antonio”, che servì come Ministro della Pubblica Istruzione del periodo 1922-1923, nonchè della prima scultrice delle Cicladi, “Irene Chariàti”. Nella vecchia scuola elementare di allora si trova oggi un museo folcloristico, gestito dall`associazione locale per la cultura. Esiste ancora un officina di marmo e una di legno, nonchè un`osteria vicino al ruscello e il vecchio pozzo, sotto gli alberi. L`ente culturale locale pubblica il periodico “La Voce di Karià” e organizza festival religiosi e culturali di tematologia storica.

Tripotamos- Sperados

Τα χωριά Τριπόταμος και ΣπεράδοςTripotamos è il primo villaggio che si incontra viaggiando verso l`entroterra dell`isola. Si trova vicino alla roccia di Xoburgo, sulla località “tre fiumi”(=tri-potamos) da cui ha preso il nome. Anche questo è uno dei villaggi più antichi, con arcate, scalinate, stradette pavimentate e un insieme di case tradizionali, addossate l`una all`altra, che sono sia vecchie ripristinate, che nuove. La chiesa parocchiale della ”Presentazione della Vergine Maria” è conosciuta per la sua grandiosità e bellezza. Durante il giorno del suo festeggiamento, rispettando la tradizione, gli abitanti organizzano banchetti nelle case private, invitando tutti i fedeli a partecipare. Quì vige anche l`usanza medievale del “Banchetto della Natività” chiamato “Kàvos”. Nei pressi di Tripotamos si trova il caseificio dell`isola, ma ci sono anche dei laboratori di ceramica e di dolciumi. “Sperados” si chiama il piccolo villaggio adiacente a Tripotamos, ormai considerato una parte di esso. Le casette pittoresche ne conferiscono un aspetto grazioso e sul sentiero che lo collega al villaggio principale di Tripotamos, c`è la vecchia scuola elementare di stile neo-classico. I due villaggi sono luoghi di nascita di personalità letterarie e artistiche, come per esempio il professore “Markos Siotos”, membro dell`Accademia Greca delle Scienze, G. Paraskevàs (pittore di Icone e insegnante), Francesco Desypris (pittore di Icone) e D. Desypris, pittore. A Tripotamos è vissuto anche il filosofo Greco moderno, Cornelio Kastoriadis, morto qualche anno fa.

IL BANCHETTO NATALIZIO DELLA FRATELLANZA A TRIPOTAMOS (KAVOS)

Si tratta di un`usanza natalizia, che si celebra a Tripotamos il 25 Dicembre, giorno di Natale: Capeggiata dal padre di famiglia, chiamato appunto “kàvos”, una famiglia si assume tutte le responsabilita per il mantenimento della chiesa parrocchiale dedicata alla “Presentazione della Vergine Maria”. Dopo la Messa Natalizia, la famiglia del “kàvos” prepara un banchetto suntuoso composto di zuppa di carne, “stifàdo” (stuffato, cioè pietanza con carne e cipolle), “dolmàdes” (avvoltini di foglie di vigna), carne al forno e frutta; tutto questo per esprimere l`amore e la fratellanza per il prossimo. Il banchetto viene frequentato solamente dagli uomini del villaggio e dal prete della parrocchia. Dopo il pasto, alcuni degli uomini prendono la sacra Icona della “Natività di Gesù” dalla chiesa e la trasportano alla casa del padre di famiglia che farà le veci di “kàvos” per l`anno prossimo, cantando gli appositi inni natalizi. Quindi, posano l`Icona Sacra su un tavolo, il prete distribuisce dei pezzi di pane benedetto e poi tutti accendono delle candele votive. Dopo “l`istallazione” del nuovo “kàvos”, si offrono dei dolciumi, si scambiano gli auguri e l`Icona ritorna al suo posto nella chiesa. Nel domattina, tutti si riuniscono nella casa del precedente “kàvos” e consumano il cibo avanzato dal giorno precedente. In questo modo, con il banchetto natalizio, finiscono le mansioni religiose del precedente “kàvos”, tranne quella di dover accendere ogni giorno il lume a olio di oliva davanti all`Icona Sacra, fino alla fine dell`anno. Questa tradizione è seguita dai fedeli fin dai tempi antichi e continuerà a celebrarsi ancora per diversi anni, come testimonia il fatto che l`attuale catalogo dei “kavi” interessati a prendere cura dell`icona, arriva fino ai prossimi due decenni.

LA FESTA DI ”SAN TRYFON” (01/02)

Il 1o Febbraio, giorno della festa di San Tryfon, dopo l`apertura dei barili di vino fatti di legno, avvenuta già nel giorno della festa di San Minàs (11/11), si svolge una specie di competizione per il vino migliore, stabilita recentemente. Nel giorno della festa della chiesa di San Tryfon, vicina al villaggio di Tripotamos e dopo la celebrazione della Messa, si organizza un vero e proprio festival del vino, organizzato dai produttori di vino, come una specie di concorso. Ogni produttore porta il proprio vino, una giuria viene formata tra i partecipanti e si incomincia ad assaggiare i vari vini. Il vincitore viene acclamato e tutto finisce in una festa tradizionale, con apposito banchetto.

“Ktikàdos”

To χωριό Κτικάδος στην ΤήνοÈ un villaggio tradizionale con vista panoramica di “Kionia”, e case belle decorate con spiragli di marmo (i cosidetti “ypèrthyra”), viuzze strette rivestite di lastre di marmo, arcate ecc. Entrando a Ktikàdos troviamo una bellissima chiesa Cattolica, dedicata alla “Santa Croce” con un` importante campanile che risale al 17mo secolo e più avanti troviamo anche quella della “Purificazione della Madonna”, una chiesa Ortodossa chiamata anche Megalomàta (dagli occhi grandi), con una bellissima entrata di marmo scolpito. La vecchia sorgente coi lavatoi pubblici, “plystres” completa l`imagine di questo villaggio pittoresco. Qui si trova anche un`osteria tradizionale e un caffè-bar.

IL BANCHETTO DELL`“AMORE” NEL VILLAGGIO DI “KTIKÀDOS”

Nel giorno dopo Pasqua, dopo la Sacra Messa nella Parrocchia del villaggio dedicata alla “Purificazione della Madonna”, è solito fare una processione dell`Icona della Risurrezione di Cristo. Alle dodici precise suonano le campane, invitando i fedeli a recarsi alla sala del cosiddetto “Banchetto Comune”, un locale sotto la medesima chiesa che può ospitare 300 persone. Tutti si siedono insieme e vengono offerti della zuppa di vitello, arrosto di carne e una varietà di prelibatezze e antipasti, tutti cucinati dalle donne del villaggio. Dopo il pranzo, si cantano psalmi di benedizione e c`e un` omelia del prete, dopodichè si tiene un`ufficio per i preti defunti della parocchia, nonchè per le anime dei defunti di tutto il villaggio. Infine, si fa una colletta allo scopo di preservare l`usanza del “Banchetto dell`Amore”.

“Chatziràdos”

Ο Χατζηράδος της ΤήνουAncora uno dei paesini pittoreschi con vista panoramica, viuzze sotto le arcate, casette candide e giardini fioriti. La sua Parrocchia è dedicata alla “Santa Trinità” e fu costruita nel 1850, mentre vicino ad essa c`è un`altra chiesa, quella della Santa Trinità vecchia, ribattezzata come la “Metamorfosi del Salvatore”. Entrando nel villaggio, si trova anche una taverna-caffè.

“Kàmbos”

Το χωριό ΚάμποςQuesto villaggio si trova nel centro dell`isola, in una fertile vallata dell`entroterra tiniese. Una delle sue due chiese è dedicata a ”Santa Caterina” (Orthodossa), la cui costruzione cominciò nel 1767 ma fu completata negli anni 1771-1774, durante il breve periodo del dominio Russo di Tinos, sotto l`auspicio e grazie al finanziamento dell`Ammiraglio Orlof , in onore dell`imperatrice Russa Caterina la Grande e con la soprintendenza del tiniese G. Dòrizas. È dotata di un importante ”templo” di legno scolpito. La seconda chiesa di Kàmbos, dedicata alla Santa Trinità è Cattolica ed è nota per il bel cortile antistante, che è rivestito di un mosaico di ciottoli bianchi e neri. In questo villaggio è nata la monaca di nome Lucia Negreponti, conosciuta di seguito come ”Pelaghìa” (e più tardi santificata), che ebbe l`apparizione della Madonna che la spinse a trovare il luogo della scoperta della Sua Sacra Icona. Nell`estremità del villaggio, si trova la vecchia scuola elementare, che fu concessa da parte del ex comune di Xòburgo, per lo scopo di essere trasformata in una galleria/museo delle opere d`arte del pittore moderno “Costas Tsoklis”. Questo è l`unico museo dedicato a questo pittore contemporaneo e costituisce un`attrazione per i visitatori del villaggio. L`ultimo mulino a vento a funzionare nell`isola fu quello di “Kambos”, considerato come quello meglio mantenuto fino ai nostri giorni. La sorgente del villaggio fornisce l` acqua ai lavatoi pubblici, che sono i meglio preservati nell`isola. C`è ancora un panificio, che produce dei crackers gustosi e anche una cafeteria-bar.

LA FESTA DEL MIELE A KÀMBOS

Alla prima metà di Settembre di ogni anno, si usa celebrare la nuova produzione del miele nel villaggio di “Kàmbos”. Ogni apicoltore porta una quantità di miele di sua produzione, che offre gratuitamente al pubblico per assaggiare, celebrando questa dolce usanza. Ne segue un sorso di rakì col miele, insieme a dei dolciumi a base di miele, delle pietanze varie e tanta musica per ballare coi ritmi tradizionali delle Cicladi come “Syrtòs” e “Ballos”.

“Tarambàdos”

Περιστεριώνες στο χωριό ΤαραμπάδοςLa storia di questo bel villaggio incomincia nel 1700; è pieno di belle case tradizionali con stradette sotto le arcate e la chiesa degli Angeli "Taxiarchi" che vi domina il profilo. La suora che ebbe l`apparizione dell`Icona della Madonna di Vrissì, abitava proprio quì. Nella valle del villaggio ci sono alnune delle più belle colombaie di Tinos, uniche per lo stile, la grandezza e il disegno artistico. Il restauro di queste colombaie è stato fatto dall` associazione locale degli “Amici del verde”.

LA MADONNA DI "VRISSÌ"

Il complesso architettonico della Madonna di “Vrissì” è il più importante luogo di pellegrinaggio Cattolico dell`isola di Tinos. La chiesa e il suo complesso architettonico si trova lungo la strada principale che porta a “Exo Meri”, vicino all`incrocio di Santa Marina verso il mare, tra il verde degli ulivi, aspici, cipresse ed eucalipti. Là si trova anche una sorgente d`acqua che probabilmente è all`origiΗ Παναγία του Βρυσιούne dell`apellazione del luogo come “Vrissì”(=piccola sorgente). Altri, invece, sostengono che il nome proviene dalla parola “Vrèsi”, che è una semplificazione della parola “Èvresi” (=ritrovamento). L` Icona della Madonna di “Vrissì” (che tiene in braccio il bambino Gesù) fu scoperta all`inizio del 17o secolo, ma infatti è stata dipinta nel 15o secolo. Una monaca che viveva a “Tarambàdos”, sognò la Vergine Maria, che le indicò il posto dove si doveva scavare per trovare la sua Icona. Dopo alcune ricerche senza esito positivo, la monaca convinse la gente locale di cercarla ancora e così fu finalmente trovata sotto i vimini di un prato, secondo quanto alludeva la figura della Madonna nell`apparizione. In seguito, l`Icona fu trasferita alla chiesa di Tarambàdos ma, nonostante tutti decisero di collocarla lì, l`Icona ritornava al suo posto di ritrovamento. Finalmente, gli abitanti costruirono una piccola cappella dedicata alla Madonna di “Vrissì” sul posto.Η Παναγία στο Βρυσί Durante tutto l`anno è custodita presso la Cattedrale di Tarambàdos e nella vigilia della sua festa, (14/08) viene transferita a “Vrissì”. Allora, si celebra una grande festa religiosa alla presenza di tutti i preti e i devoti Cattolici di Tinos e del resto della Grecia. Un` estensione della piccola cappella è stata costruita per accogliere i tanti pellegrini. Nella prima Domenica di Maggio, si celebra un secondo festeggiamento, quando si svolge anche la cerimonia della benedizione delle autovetture di ogni tipo, nonchè dei rispettivi autisti. Secondo un racconto popolare, questa Icona ha avuto diverse peripezie, come per esempio è successo dopo il suo trasferimento a Costantinopoli, per aiutare a curare un paziente. Dopo la guarigione, colui non restituì a Tinos l`Icona autentica, ma una sua copia identica. La sostituzione fu scoperta solamente dopo la morte dello stesso e la Sacra Icona fu propriamente restituita, per essere esposta nella chiesa di “Vrissì”, dove si trova tuttoggi, insieme alla propria copia.

“Smardàkito”

Το Σμαρδάκιτο στην ΤήνοQuesto villaggio ha saputo preservare il carattere tradizionale meglio di qualsiasi altro, mantenendo i suoi tratti urbanistici ed architettonici. Si tratta di un villaggio situato in una valle verde con vista di “Komi” e Xòburgo, con delle aque abbondanti. Nella piazza c`è la chiesa di”San Antonio” con il suo campanile alto a forma di torre e dinnanzi c`è la famosa sorgente d`acqua fresca, che disseta i passanti. L`associazione culturale ha allestito un museo folcloristico con tanti mobili, ricami, utensili casalinghi e agricoli, risalenti anche al 16mo secolo.

“Kardianì”

Η Καρδιανή της ΤήνουIl primo villaggio che incontriamo prendendo la strada verso sud-ovest che porta a “Èxo Meri”(=parte esteriore dell`isola), è "Kardianì". Si tratta di un posto molto bello, a causa delle sorgenti e le acque correnti, nonchè dei suoi siti archeologici. È costruito a forma anfiteatrica ed è arrampicato sui pendici del monte “Patèles”, con una vista panoramica delle isole del Mar Egeo. Quì c`è un`abbondanza di vegetazione, dovuta alle acque correnti. Le fontane si trovano dappertutto e perfino nell`interno di certe abitazioni. Inoltre, nelle sue vicinanze si trovano i reperti architettonici più antichi, come prova che l`area fu abitata nell`antichità. Questo è testimoniato dalla scoperta di tombe del Periodo Geometrico vicino al luogo ed anche dall`esistenza del cosiddetto “Campo di guerra” cioè “Polèmou Càmbos”, più a nord. Gli abitanti sono Ortodossi, e la loro Cattedrale è chiamata “Santa Trinità”, ma esiste anche una comunità Cattolica con due chiese, quella dell` “Ascensione della Madonna” chiamata anche “Santissimo” dagli abitanti e un`altra, della “Natività della Madonna, comunemente chiamata “Chiurà”. La vena artistica degli abitanti è evidente in ogni aspetto dell`ambiente: dalla cura con cui sono formate le viuzze, le case, le arcate e tutti gli ornamenti marmorei degli spazi pubblici e così via. Ci sono due Associazioni culturali, quella di “Santa Trinità” e un`altra che è la “Fratellanza degli abitanti di Kardiani”. Ricordiamo anche che lo studioso della storia, Stefanos Delatolas è nato quì. Nel paese si può trovare un caffè-bar insieme ad una trattoria e un negozio alimentare. Finalmente, per quelli che amano il nuoto, ci sono tre località balneari, cioe l`insenatura di “Giannaki” con una taverna, quella di “Kalyvia” e infine quella di “San Pietro”, con l`omonima chiesetta di campagna.

“Ystèrnia”

Το χωριό Υστέρνια στην ΤήνοSi tratta di uno dei maggiori villaggi di Tinos, nei pendii del monte “Meroviglia”, considerato come un balcone sopra il Mar Egeo con una veduta fantastica di Syros. È costruito nell`estremità sudovest di Tinos, a cui deve il proprio nome (ystero= estremità). Nelle sue vicinanze si trovano vasti giacimenti di marmo, quindi la pietra venne abbondantemente adoperata per rivestire tutte le superfici, siano queste case, cortili, strade, fontane, scale ecc, con tanti ornamenti, bassorilievi, spiragli e statue; l`insieme conferisce all`ambiente un colore bianco. C`è una piazza dedicata al benefattore del villaggio “N. Glyni” dove si trova il suo busto scolpito nel marmo e ci si può riposare sotto l`ombra di un platano centenario, per sorseggiare l`acqua della sorgente. La chiesa centrale di “Santa Paraskevì” è tutta rivestita di marmo, sia internamente che esternamente, da parte dei tanti artigiani del luogo. Questo villaggio è una “culla d` arte”, sicchè tanti scultori famosi sono nati quì, come Antonios Sohos, Lazzaros Lameras, G. Kyrarinis, I. e Fr. Malakatè, i fratelli Fytali, et.al. C`è ancora un museo che espone le opere degli artisti locali. L`Associazione Culturale del villaggio pubblica un periodico dal titolo “Ta Ysterniòtika” fin dal 1983 e organizza eventi culturali per promuovere la cultura e la tradizione locale. Ci sono tanti bar-caffè, un negozio alimentare, un`osteria, stanze in affitto e tanti laboratori di marmo. C`è ancora una strada che porta alla spiaggia addiacente di “Skinaki”, con camere in affitto e taverne che offrono del pesce. Verso il nord, incontriamo un insieme di vecchi mulini a vento, schierati uno vicino all`altro, che ci ricordano la storia pre-industriale del passato. I mulini hanno ottenuto lo status di monumenti salvaguardati da parte del governo Greco. Quì si trova anche la chiesa della “Riscoperta della Santa Icona della Madonna” in ricordo del ritrovamento della stessa, quando era stata rubata.

GEORGIOS VITALIS

Γ. ΒιτάληςÈ nato nel 1840 a “Ysternia” da un padre Architetto e ha frequentato l`Accademia delle Belle Arti di Atene. Laureatosi presso il Politecnico di Atene dopo sette anni, ha ottenuto i massimi voti e approfondì i suoi studi presso L`Accademia delle Belle Arti di Monaco di Baviera, per arrivare a ottenere il posto di insegnante. Invece, preferì di tornare in patria e precisamente a Syros, dove fondò un atelier di scultura, che creò tante opere d`arte per la capitale dell`isola “Hermoupolis”, come per esempio il templo di San Nicola. Oltre le sue opere del Palazzo Reale, abbelì anche delle case patrizie ateniesi. Infatti, il Presidente del governo Greco dell`epoca, Charilaos Trikoupis, lo stimava così tanto, che chiedeva sempre il suo parere sulle opere d`arte che intendeva eseguire per migliorare l`immagine della capitale greca. Tra l`altro, eseguì anche la statua in onore del politico inglese, Gladstone, amico della Grecia, la quale si trova nel recinto dell`Università di Atene.

LAZZAROS SOHOS

Λάζαρος ΣώχοςLazzaros Sohos da “Ysternia” è nato il 1862. All` età di soli 14 anni, intaprese gli studi presso l`Accademia delle Belle Arti di Atene. Completando gli studi nel 1881, si trasferì a Parigi, con una borsa di studio conferitagli dalla Fondazione della Chiesa della Madonna di Tinos. Ha studiato presso l`Accademia delle Belle Arti di Parigi e fu molto conosciuto, fondando un atelier di scultura, che presto diventò il luogo d` incontro dei migliori artisti dell`epoca. Le sue opere si ispiravano dalla storia e la natura Greca. Fu influenzato dalla maniera di Rodin e si considera un`esponente del romanticismo. È stato molto famoso e gli sono stati conferiti ben 17 premi artistici. Nel 1905, insieme a Lazzaros Fytalis, ha intrapreso il restauro del monumento del “Leone di Cheronia” e contemporanemente fu il sovrintendente dei lavori di restauro del sito archeologico dell` Antica Olympia. Nel 1908 diventò professore dell`Accademia delle Belle Arti di Atene ma, purtroppo, morì tre anni dopo, all`età di 49 anni.

ANTONIOS SOHOS

È nato a “Ysternia” il 1888 e morì ad Atene nel 1975. Provenendo da una famiglia dalle tradizioni artistiche, ha studiato nell`Accademia delle Belle Arti di Atene. Dopo la laurea, ha continuato gli studi presso l`Accademia delle Belle Arti di Parigi, grazie ad una borsa di studio statale. Ha partecipato a molti concorsi artistici e frequentemente gli sono stati conferiti anche dei premi. Insegnò l`arte della scultura dal 1926 al 1953, presso l`Accademia delle Belle Arti di Atene. Negli ultimi anni della sua vita, ha creato delle sculture in legno. Le sue opere si possono ammirare nelle apposite gallerie che circondano la Chiesa della Madonna dell Annunciazione di Tinos, ma anche in tanti altri luoghi della Grecia e dell`estero.

LAZZAROS LAMÉRAS

Lo scultore proveniva da una famiglia dalle tradizioni artistiche ed è nato a “Ysternia” il 1918. Lameras è stato influenzato dall`ambiente artistico di Tinos e precisamente dal grande scultore, Giannoulis Chalepàs. Ha studiato presso l`Accademia delle Belle Arti di Atene e quella di Parigi, dove si distinse. È il primo scultore astratto in Grecia, disegnando e costruendo dei monumenti, delle statue e dei busti, ma anche la più grande statua di ottone in Grecia alta 5,5 metri e chiamata “La Sentinella”, a Kalpaki (vicino a Giannena).

FRATELLI MALAKATÈ

I fratelli Giacomo e Francesco Malakatè provengono da “Ysternia” ed erano dei scultori illustri. Fondarono il primo atelier di scultura di Atene, che funzionò come una culla dell`arte marmorea per tanti scultori dell`epoca. Il primo fratello abbellì con le sue opere quasi tutti gli edifici eseguiti dagli architetti bavaresi, che erano convocati in Grecia dopo l`indipendenza dai Turchi, per intraprendere dei progetti di edifici importanti. Per questo, lo stato Greco gli conferì “L`onorificenza della Croce d`Argento del Salvatore”. Il secondo fratello era un`eccellente scultore di statue di marmo.

FRATELLI FYTALE

Αφοι Φυτάλη(Georgios, Marcos, Lazzaros, Ioannis e Charalambos) Sono nati a “Ysternia” a partire dal 1820 da un padre scultore di marmo, dal quale proveniva la loro vena artistica. Hanno fondato un atelier ad Atene, che funzionava come una specie di culla artistica per tante personalità contemporanee durante un lungo periodo (1840-1878.) Tutti i fratelli si distinsero per le loro opere d`arte, complementandosi a vicenda. Le loro opere si trovano nello storico Primo Cimitero di Atene, mentre l`opera più nota, “Gesù con l` agnello”, appartiene a Georgios (Fytalis).

“Giàdos”

O Τζάδος της ΤήνουGiados è un piccolo villaggio pittoresco a forma di piramide e dotato di una bella vista. Si trova sul monte di “Kehrovouni”, e la propria chiesa è ”Sant`Anna”, costruita sulla sommità della collina. Quando si festeggia la Santa Patrona nell`estate, c`è un raduno di fedeli che godono dell`accoglienza degli abitanti. Vicino alla sorgente della valle verde del villaggio, ci sono i lavatoi pubblici, tipici dei villaggi di Tinos.

“Kèchros”

το χωριό ΚέχροςQuesto è ancora un villaggio piccolo e accogliente con casette graziose e la chiesa di “Vergine Maria” (Myrtiotissa) con un imponente campanile nel centro del villaggio. Nel passato, il villaggio era conosciuto per i suoi abili artigiani di basti, ma anche per i pasticceri che si sono trasferiti prevalentemente ad Atene a esercitare il proprio mestiere.

“Mèssi”

Το χωριό ΜέσηSi trova in un punto strategico nel bel mezzo della rete stradale di Tinos, dove si incrociano cinque strade diverse, appunto “Pentòstrato”, che portano a cinque direzioni diverse. Ci sono delle arcate e una piazzetta centrale con la chiesa degli “Angeli Taxiarchi”. Quì c`è il monastero di San Francesco che adesso ospita il museo di attrezzatture agricole e ci sono anche delle taverne e delle pasticcerie, ma anche un` intrapredente Associazione culturale.

“Steni”

Το χωριό ΣτενήSi tratta di un villaggio centrale, ai piedi del monte “Tsiknias”. Gli abitanti sono sia ortodossi che cattolici e hanno convissuto pacificamente per lunghi periodi di tempo. La Cattedrale Ortodossa di “San Antonio” si trova nel distretto di “Kamari”. Si tratta di una vecchia chiesa con il templo e il trono episcopale scolpiti in legno. A ”Stenì” inferiore, c`è San Nicola dei Cattolici, una bella chiesa recentemente restaurata. Il villaggio vanta di belle case tradizionali e stradette con portici. C`è anche un asilo nido, una scuola elementare, un ambulatorio medico, due negozi di generi alimentari, una macelleria un elettrotecnico e un` officina per auto. Nel paese di Stenì, si può trovare anche delle osterie e taverne, dei caffè-bar etc. Durante l`estate è aperto anche il museo folcloristico fondato nel 2000 e gestito dalle due associazioni culturali di nome “Tsiknias” e “San Antonio.” Gli oggetti esposti risalgono all`ottocento e sono sopratutto attrezzi per la casa e l`agricoltura. Inoltre, questo paese è il luogo di nascita di parecchi atleti. (Fr. Alvertis).

“Potamià”

Το χωριό ΠοταμιάIl villaggio si trova vicino a “Steni” con una vista panoramica di Mykonos e il mare oltre il monte “Tsiknias”, ed è circondato da vallate con acque correnti, che furono anticamente impiegate per azionare dei mulini ad acqua. Le case tradizionali addossate l`una all`altra lasciano spazio alla Cattedrale nel centro del villaggio dedicata alla “Vergine Maria del Carmillo.” Benchè il villaggio sia pressocchè disabitato, oltre i pochi abitanti rimasti ancora a lavorare la terra, dispone invece di una considerevole Associazione culturale, che allestisce fiere campestri durante l`estate. Partendo di quì, si può raggiungere le bellissime spiagge di “Santa Margarita” e “Faneromeni”.

“Myrsini”

Το χωριό ΜυρσίνηSulla strada che porta da “Steni” a “Livada”, incontriamo il villaggio di “Myrsini”, di una purezza propriamente tradizionale. C`è la chiesa dell` “Annunciazione della Vergine Maria”, a tre navate che ha un`aspetto grandioso e strutturalmente impressionante. Ci sono due taverne, un negozio di alimentari e un istituto private di lingua Inglese. Chiunque vuole scalare il monte “Tsiknias” e visitare la chiesetta del Profeta Elia, può partire proprio da quì.

“Falatados”

ΦαλατάδοςSi tratta del secondo villaggio di Tinos dopo “Pyrgos” e le sue origini risalgono al 1400 d.C. È il tipico insediamento tradizionale con vicoli stretti sotto le arcate e le case disposte ad un intreccio fitto. Gli abitanti organizzano importanti eventi, di carattere culturale e religioso. Ci sono le seguenti chiese: La Cattedrale della “Santa Trinità” con una cupola grande ed impressionante, la chiesa di “San Giovanni Teologo” con un mosaico fatto di coccioli, costruita nel 1902 e a poca distanza dal paese la “Theoskepasti” sotto una roccia. Quì esistono dei caffè-bar con generi alimentari e taverne con cucina tradizionale. Ci sono due gallerie d` arte moderna dove si allestiscono delle esposizioni, dalle quali una è ospitata nella vecchia scuola elementare e l`altra si chiama “la Casa delle Esposizioni”. L`evento più popolare di fine estate è indubbiamente la festa del “rakì”, che viene celebrata proprio in Settembre nell`ampio cortile della scuola elementare, con un banchetto e musica popolare da ballo, frequentato da molti entusiasti, che vengono alla degustazione della bevanda tradizionale.

“RAKIZIÒ” (Produzione di rakì)

ΚουμάροςLa parola "rakiziò" significa quell`apposita stanza sul piano terra della casa tradizionale tiniese, che viene impiegata per la distillazione del rakì (assomigliante alla grappa e derivata dalla parola indiana ”orak”). Dopo la vendemmia e la produzione di vino, si prende la vinaccia, cioè le bucce dell`uva rimaste e già fermentate e, adoperando un mastro distillatore con una capacità di 40-120 kg si procede alla distillazione. L´ apparecchio é munito di alambicco che arriva tramite apposite tubature ad un attrezzo cuniforme dove fuoriesce il distillato. L`ebollizione procede sul fuoco vivo e la distillazione incomincia. (Occorre, però, un apposito permesso fornito dalle autorità chimico-sanitarie dello stato). In seguito, le tubature attraversano un recipiente d`acqua per raffredare il vapore che viene prodotto e poi liquefatto ed infine, sgocciolando, cade su un altro recipiente. Il primo distillato è molto forte e prima lo si usava come l`etanolo. Consecutivamente, la seconda partita di rakì esce fuori ed è pronta per essere consumata. La festa della “premiera del rakì” si celebra ogni anno entro i primi dieci giorni di Settembre nel villaggio di “Falatados”, che riunisce la gente di tutta Tinos che viene a bere rakì, mangiare, ballare e cantare fino a tarda notte con la musica di un`orchestrina popolare con violini e liuti.

“Koumàros”

Koumaros è un piccolo villaggio tradizionale di Tinos, ubicato sulla collina “Fourka”, sotto l`ombra dell`imponente roccia ripida di Xòburgo e si affaccia alla vallata più fertile dell`entroterra tiniese, con una vista panoramica di tutti i suoi villaggi. Un sentiero antico porta alla vecchia fortezza di Xòburgo. C`è un caffè bar che opera con il sistema di “self-service”. Nelle vicinanze di Koumàrow si trovano ancora le tracce di un antico monastero delle monache Orsoline e una cappella di Santa Angela, fondatrice della comunità.

“Volax”

Το χωριό Βωλάξ στην ΤήνοIl paesaggio che circonda questo piccolo ma importante villaggio è unico, tanto per Tinos che per l`Europa. Ubicato tra i massi granitici, arrotondati dalle intemperie di milioni di anni fa, Volàx offre allo spettattore la possibilità di trovarsi in un luogo che sembra extra-terrestre: entro i limiti del compatto e candido villaggio, si trovano le casette con giardinetti fioriti, dove gli artigiani canestrai del luogo fanno i cestini lavorano nelle botteghe dΚαλαθοπλέκτης στη Βωλάξei pianterreni, ammirati da tutti i turisti passanti. C`e anche un teatrino all`aperto, assomigliante a un amfiteatro e costruito sulle rocce, dove si organizzano dei spettacoli interessanti nel periodo estivo. Inoltre, c`è anche un piccolo museo folkloristico nonchè taverne e bar per i visitatori.

IL FENOMENO GEOLOGICO DEL PAESAGGIO DI "VOLAX"

Il fenomeno píù inconsueto dell`ambiente di Tinos è il paesaggio che circonda il villaggio di “Volax”. Si tratta di massi di pietra enormi sparsi dapertutto in un territorio vasto, in formazioni arrottondate piuttosto grandi che danno il proprio nome al villaggio; Volax significa appunto “forma sferica”. Tentando di interpretare il fenomeno geologico, si deve ricorrere ai pareri degli scienziati, che mantengono che all`inizio c`erano deiTο φαινόμενο Βωλάξ massi di granite che consecutivamente si separarono tra di loro a causa della corrosione e il detrito subito dagi elementi naturali, che hanno conferito loro la forma sferica odierna dovuta ai venti, l`umidità e i cambiamenti di temperatura durante i secoli passati. L`interpretazione mitologica sarebbe, che la rissa dei Titani fu la causa principale del fenomeno. Inoltre, c`è un`altra spiegazione che attribuisce il fenomeno a dei meteoriti caduti o al fatto che il luogo fu originariamente un sottofondo marino. Qualsiasi cosa sia stata all`origine di questo ambiente, non ci resta che stare ad ammirarlo.

“Xynara”

Το χωριό ΞινάραQuesto villaggio si trova nelle pendici di Xòburgo dalla parte nord-ovest, tra gli alberi di pini e palme, con vecchie case affiancate da due chiese Cattoliche situate ai lati opposti: quella della Madonna del Rosario (Sede del Vescovo Cattolico) e quella degli Apostoli Pietro e Paolo. Durante il medioevo, questo paese funzionava come il centro amministrativo e commerciale dell`isola. L` imponente edificio che si trova alle porte del villaggio fu una volta la sede della Diocesi di Tinos e per un periodo passato ospitava il Comune di Xòburgo. Si chiamava appunto “Il Palazzo dell` Vescovo” ed era dotato di una sala-studio per i seminaristi di allora. Oggi invece contiene la raccolta di tutti gli archivi delle vecchie parocchie Cattoliche di Tinos, nonchè un Museo che contiene dei cimeli provenienti dalle 23 parocchie Cattoliche di Tinos e altre isole Cicladiche.

L` ARCHIVIO DELLA DIOCESI DI TINOS

Entrando nel villaggio di “Xynàra”, si incontra “Il Palazzo dell` Vescovo Cattolico”, dove si trova ”L`archivio della Diocesi di Tinos”. Oltre un contenuto principalmente religioso, questo archivio comprende anche dei documenti sulla vita degli abitanti tiniesi nei secoli scorsi. Il più vecchio documento risale al 1390 e l`insieme dei documenti arriva fino ai nostri giorni, arricchendosi continuamente. Gli archivi sono divisi in tre settori principali:
L`archivio della Diocesi, che concerne le relazioni tra Roma, il Vescovo di Tinos, gli Enti Locali e il Governo Greco, nonchè la corrispondenza tra i vari Vescovi Cattolici ecc.
Gli archivi Parocchiali. Questi archivi contengono codici e documenti provenienti dai villaggi di Tinos, i quali furono affidati ai preti da parte degli abitanti, nonchè certificati catastali e documenti storici o religiosi di vario genere.
● Documenti della Corte Ecclesiastica, che contengono soprattutto documenti legali sulla vita degli abitanti e le diversità fra di loro, durante il dominio Veneziano e Turco. Oltre i suddetti documenti, ci sono anche quelli delle chiese Cattoliche delle isole di Mykonos, Andros, Chios, Lesbos e Samos. L`archivio si estende anche fino ai codici della Corte Ecclesiastica di Creta (1580-1610), ai dettati del Sultano ed i suoi funzionari ecc. L`archivio è catalogato fino al 1850 ed è accessibile al pubblico. Si tenta di rendere accessibile anche il materiale classificato oltre questa data.

“Loutrà”

Το χωριό ΛουτράIl nome di questo villaggio proviene dai bagni/terme (loutrà), che esistevano una volta sul luogo. È un villaggio verde con frutteti di agrumi. Fu uno dei più importanti centri religiosi e culturali dell`isola durante un periodo di due secoli, essendo stato la sede dei Conventi dei Gesuiti e delle Orsoline, ambedue costruiti dopo la distruzione della fortezza di Xòburgo, all`inizio del 19mo secolo. Sul piano-terra del monastero dei frati Gesuiti c`e oggi un Museo Religioso e Folcloristico, che contiene una raccolta importante di attrezzi agricoli dei secoli 19mo e 20mo , come quelli per l`estrazione di mosto e la preparazione di vino, un frantoio per la produzione dell`olio di oliva, l´apparecchiatura per la produzione di rakì, aparte i cimeli del monastero stesso nonchè della sua farmacia e delle attrezzatture audio-visuali per l`insegnamento. A Loutrà c`è, inoltre, la chiesa di “San Giuseppe” dello stesso periodo la quale è costruita in stile misto barocco e neo-classico e che si deve ancora ristrutturare. Nel Convento delle monache Orsoline, invece, viene esposta una collezione di lavori a mano, cioè ricami e tessuti fatti dalle allieve dell`istituto scolastico, insieme a dei libri, pianoforti e vari strumenti musicali per l`insegnamento. L`Associazione Culturale di Loutrà organizza degli eventi culturali durante il periodo estivo.

IL CONVENTO DELLE ORSOLINE

Il Convento fu fondato a “Loutrà” nel 1862, da una Suora dell`Ordine delle Orsoline. All` inizio aveva delle ottime prospettive ed era costruito per contenere un`orfanotrofio, un colleggio, un Liceo di lingua Francese, un`istituto universitario, una scuola elementare di lingua Greca e perfino un istituto professionale per la tessittura di tappetti. L´apice del suo successo lo ha avuto nella fine del 19mo secolo, mentre all`inizio del 20mo secolo, le allieve del colleggio (convitto) arrivavano a 300 fanciulle, provenienti da tutta la Grecia. Durante la Seconda Guerra Mondiale, l`Istituto ha chiuso le porte e dopo la sua riapertura, si limitò solamente alla scuola elementare, la quale funzionava fino al 1980, mentre l`istituto professionale per la tessittura era in funzione fino al 1990. Oggi, l´edificio imponente di questo istituto scolastico è, purtroppo, vuoto, benchè parzialmente ripristinato.

“Skalàdos”

ΣκαλάδοςIl villaggio, è costruito sul versante di una collina e contiene innumerevoli scalini e una bella vista panoramica dei dintorni, combinando dei bei edifici vecchi a quelli nuovi. Quì si trova un caffè-bar e una taverna che sono idonei per una sosta piacevole.

“Kròkos”

ΚρόκοςQuesto villaggio deve il proprio nome all`omonima pianta (=zafferano) ed è costruito sulla valle verde, che offre una sosta piacevole e rinfrescante prima di arrivare a Kòmi. Fu la patria del dottore e filosofo Markakis Zalonis, autore della “Storia di Tinos”, pubblicata nel 1809. Quì si trovano delle taverne e caffe-bar molto pittoreschi.

“Monastìria”

ΜοναστήριαSi tratta di un villaggio completamente abbandonato, che sembra un museo all`aperto. La bella chiesa Cattolica di “San Giuseppe”, che sovrasta i ruderi delle case, è molto curata e ben ripristinata, offrendoci una bella e affascinante combinazione di aspetti architettonici.

“Sklavohoriò”

Il paesino è bellissimo e ben nascosto dagli altri che lo circondano. Ci offre una vista panoramica della parte nord dell`isola di Tinos e specialmente della vallata dell`adiacente villaggio di “Agàpi”. La chiesa di “Santa Trinità” ed i lavatoi pubblici, costruiti nel 1821, sono due monumenti che meritano una visita. Questo villaggio pittoresco è soprattutto conosciuto come il luoΣκλαβοχωριόgo di nascita del grande pittore greco Nicolaos Ghizis, la cui casa paterna esiste ancora ed è aperta al pubblico. Un fatto notevole è che Sklavohoriò è l`unico villaggio Ortodosso tra quelli Cattolici dell`entroterra di Tinos.

NICOLAOS GISIS (Νικόλαος Γύζης)

È nato nel 1842 nel villaggio di “Sklavohorio”, a Tinos. Incominciò a disegnare e dipingere fin dalla prima infanzia. Nel 1850, quando la sua famiglia si trasferì ad Atene e, malgrado che suo padre lo voleva come aiutante nella propria falegnameria, il giovane invece incominciò a frequentare dei corsi presso il Politecnico di Atene, grazie all`aiuto della madre. Secondo il regolamento dell`Accademia delle Belle Arti di Atene, per essere ammessi nei corsi di studio, gli allievi dovevano aver compiuto almeno 12 anni, ma il piccolo Nicolaos ne aveva solo otto! Quindi, con un falso certificato di nascita che lo dimostrava più grande di quattro anni, lui riuscì ad essere ammesso e completare gli studi nel 1861. Nel 1865, con una borsa di studio dell`Ente amministrativo della Madonna, incominciò gli studi nell`Accademia delle Belle Arti di Monaco di Baviera dalla durata di sette anni, durante i quali fu riconosciuto come un talento eccezzionale. Dopo il suo ritorno ad Atene nel 1872, Gisis ha fondato uno studio artistico in Grecia, ma fu costretto a ritornare a Monaco dopo solo due anni, perchè era vincolato dalla sua borsa di studio. Mentre lavorava a Monaco di Baviera, Gisis fu molto apprezzato, con il risultato di essere stato eletto come professore ordinario delle Belle Arti presso L`Accademia di Monaco di Baviera nel 1888. Morì nel Dicembre del 1900, causando un grande dolore alla comunità artistica, ai suoi studenti e alla comunità greca di Monaco di Baviera. Il punto cardinale della sua ispirazione è l`essere umano in un ambiente idealizzato, la vita familiare e il mondo dei bambini. Questi erano dei temi che furono affrontati da lui con amore e dolcezza. Viaggiando per il Medio Oriente, insieme all`amico pittore Nikifòros Lytras, Gisis fu impressionato dagli aspetti mitologici e archeologici meglio espressi in una sua famosa opera di una donna che suona la lira. Durante gli ultimi anni della sua vita, il pittore esprimeva nelle sue opere l`ansia esistenziale, dipingendo temi religiosi. L` ambiente ha un ruolo meno importante in queste opere, mentre la luce e l`ombra dominano la scena. Le sue opere più rinnomate sono “La scuola segreta” e “Il bacio”.

“Agàpi”

ΑγάπηAgapi è uno dei più accoglienti villaggi tradizionali di Tinos, ubicato in una valle fertile. Si può ammirare l`architettura delle sue case, le viuzze sotto le arcate, i cortili delle case e un pozzo. Nelle sue vicinanze si trovano delle colombaie e dei mulini ad acqua. La chiesa di “San Agapitòs” dà il suo nome al villaggio. Da quì si parte per il convento di “Madonna Vourniotissa.” C`è anche una taverna e un caffè.

“Peràstra”

Il suo nome significa “passaggio” ed è veramente il passaggio verso il prossimo villaggio di “Komi”, con il quale comunica tramite un vecchio sentiero. Il villaggio è grazioso con dei ponticelli di pietra, delle fontane e dei ruderi di mulini ad acqua e a vento.

Περάστρα-Κώμη

“Comi”

È uno dei paesi centrali di Tinos, situato nella fertile valle di “Livadi” ed è uno dei più popolati dell`isola, con gente vivace e bambini che giocano nelle piazze. È un paese autosufficiente e in grado di approviggionare anche i paesi adiacenti. Una passeggiata tra le sue strette viuzze, riposando nelle piazzette o visitando la chiesa Cattolica di “San Giovanni,” può essere un`esperienza piacevole. La produzione agricola è abbondante, specialmente quando si tratta di carciofi ed è per questo che quì si organizza ogni anno la festa dei carciofi di Comi, all`inizio di Maggio. Il paese dispone di una taverna, un caffè-bar e un negozio alimentare e l`Associazione di “Comi-Perastra”.

“Cato Clisma”

È uno dei paesi più fertili dell`isola e la pianura inizia proprio da quì con pascoli e prati coltivati, irrigati e delimitati da pioppi. La chiesa di “Santa Anastasia” è molto interessante, perchè è costruita sui reperti di una chiesa paleocristiana e sui relitti di vecchi frantoi.

LA FESTA DEI CARCIOFI

L`importanza della coltivazione dei carciofi si capisce dalla “Festa dei carciofi” dei primi di Maggio, che si celebra negli ultimi anni, valorizzando questo vegetale squisito. Per questa occasione, i coltivatori locali donano ogni anno cΦεστιβάλ Αγγινάραςirca 5.000-10.000 carciofi, per essere cucinati in vari modi dalle massaie del villaggio di “Comi” e offerti al pubblico. La mattina presto si incomincia a pulire e cucinare i carciofi per la festa, seguendo delle ricette tradizionali. Quando la gente arriva la sera, i tavoli sono già apparecchiati con ogni specie di pietanza basata su questo vegetale gustoso: Li si prepara sott`olio, in frittate, come “papoutsàkia” (scarpini), “a la polìta” con la salsa di uova e limone, con il pesce o con la carne, cotti, in insalata ecc. Si procede poi alla degustazione di queste prelibatezze e si balla le danze popolari suonate da un`orchestra, celebrando fino all`alba.

“Aetofolià”

(= nido d`acquila) Questo paese pittoresco ha preso il proprio nome dal posto in cui si trova, che assomiglia a un nido d`acquila, proprio sulla cima del monte del nord (tou vorià to vounì). L`architettura delle sue case ha mantenuto gli elementi tipici tradizionali e la vista panoramica della vallata di “Cato Meri” è unica. La nuova strada che si costruì ha connesso il paese alle località estreme dell`isola, le cosidette “Exo Meri” e attraversa la località chiamata “Tis kòris o pyrgos” (La torre della fanciulla), che risulta una delle località più antiche dell`isola. Dal 2009, esiste qui il piccolo Museo dell`Arte della Ceramica, organizzato dal Centro per la Ceramica di Atene.

“Carcados”

Καλονή-Καρκάδος-ΑετοφωλιάIl paesino, precedentemente chiamato “Halkàdos” ha avuto il suo nome dalla vecchia miniera di rame (=halkòs) che esisteva nelle vicinanze. Quì si trova la chiesa di “Sotiras” (=Cristo Salvatore) con un campanile pendente, chiamato “la piccola torre di Pisa”, a causa di una sua lieve inclinazione.

“Callonì”

(=Bellezza) Questo villaggio grande con la ricca vegetazione si trova ai margini della pianura di “Comi” ed è dotato di tante viuzze strette che si estendono sotto le arcate delle case. Originariamente, si chiamava “Chellià”, a causa di alcune celle monastiche che si trovavano sul posto. Quì vale la pena di visitare una delle più grandi chiese dell`isola, dedicata a “San Zaccaria”, con un bel mosaico di ciottoli nel cortile antistante, ma anche il monastero di “Aghia Ypakoì” (=ubbidienza). Il macello dei porci che si fa nei villagi di Tinos, diventa una vera e propria festa campestre in questo luogo. C`è anche un` interessante celebrazione del Carnevale durante l`ultima domenica del suo festeggiamento, dove si usa bruciare il pupazzo carnevalesco. Quì esisteva una volta anche una scuola professionale per la tessitura dei tappetti. La strada che unisce “Callonì” coi villaggi adiacenti, è ormai connessa alla strada principale di “Chora-Pyrgos”. Quì si può trovare un caffè, una taverna, un negozio alimentare ecc.

IL MACELLO DEI PORCI

Τα χοιροσφάγιαNei vari villaggi di Tinos, durante l`autunno si organizzano i ”macelli dei porci”. Questa usanza si celebra per tanti anni con una procedura assai lunga, a cui prendono parte non solo i membri della famiglia che organizza il macello, ma tutti i vicini, gli amici e addirittura l`intero paese. Alcuni giorni prima del macello, le donne raccolgono e trittano tutte le erbe aromatiche che occorreranno per la preparazione e la conservazione della carne e le mettono da parte unite con il sale, mentre si fanno anche le pulizie della casa e del cortile e gli uomini ammassano la legna per il fuoco che si farà. A metà Ottobre, quando la temperatura si abbassa e arrivano le piogge, i contadini fissano la data del “macello del porco”. Il suo peso è una questione di prestigio per il proprietario e significa un certo successo, se l`animale ha raggiunto e superato i 200 kg, il chè basterà per il fabbisogno di carne e grasso per un`anno intero e per tutta la famiglia. Il macello comincia la mattina molto presto, con la partecipazione di tutto il villaggio e tutti fanno gli auguri al padre di famiglia per avere il “buon mangiato”. Segue la pulizia minuziosa della stalla, mentre le ragazze offrono ai partecipanti del rakì accompagnato da prugne, mandorle, noci, dolciumi e così via. In seguito, l`animale si porta fuori e si uccide e, dopo di questo, si abbrustolisce per eliminarne la peluria; viene poi appeso da un rampino, macellato e fatto a pezzi, incominciando dalle interiora che si friggono dalla massaia per il pranzo offerto alla comitiva. Una parte della carne diventa salsiccia e un`altra ancora diventa “Louza” (lombata di maiale assomigliante alla lonza italiana), mentre il grasso viene cotto e sciolto, diventando il grasso per l`inverno. Nella cena partecipano tutti gli invitati, con a capo il prete e gli altri amici o parenti. Sui tavoli, coperti da candide tovaglie, si arrangiano oltre la carne anche altre specialità locali come insalate, formaggio di Tinos e olive; il tutto accompagnato da vino locale che contribuisce alla gioia di tutti. Delle volte, si suona pure la musica popolare con violino e liuto e la gente può anche ballare. La piccola cerimonia si ripete poi da altri contadini, nel corso dell`inizio dell`inverno.

“Platià”

Πλατιά“Platia” si trova sulla strada che porta a Pyrgos, con una vista del distretto nord di Tinos e del mare di “Panormos”. La chiesa parrocchiale della ”Natività della Madonna” è molto bella e intressante per la sua ornamentazione di marmo. C`è anche il monumento ai caduti di guerra del distretto di "Panormos" dello scultore Michele Couscouris e un museo di parementi Sacri (ecclesiastico).

“Venardados”

ΒεναρδάδοςPrima di arrivare a “Pyrgos”, veniamo incontro al villaggio di “Venardados” a forma anfiteatrica, con vecchie case tradizionali e una fontana. La sua Cattedrale è dedicata a “San Giovanni il Teologo” e vanta di un templo in marmo scolpito. Le icone post-bizantine sono fatte dal pittore e cantore ecclesiastico Nicola Gaitis che era nato quì. A poca distanza c`è ancora la cappella di “Aghios Fanourios”, nascosta sotto l`ombra densa degli alberi, la quale attrae i pellegrini nel giorno della festa del Santo. Quì sono nati gli scultori Giannoulis Coulouris e Manolis Voulgaris e ancora la ballerina classica, Lili Berdè. C`era una volta anche una scuola professionale di sartoria, frequentata dalle ragazze del villaggio vicino di Pyrgos.

“Marlàs”

ΜαρλάςIl villaggio di Marlàs si trova sul pendio d` una collina con vista panoramica di “Pyrgos”. In questo bel villaggio tradizionale c`è una chiesa importante, dedicata ai “Aghioi Anàrgyroi”, che si distingue anche per le sue ricche decorazioni di marmo. Su una lastra di marmo situata sopra l`entrata principale, c`è il bassorilievo simbolico dei Santi (che erano dei medici) con un serpente arrottolato attorno a una croce, una configurazione che allude al Dio Asklipios (Esculapio), unica in tutta la Grecia. A poca distanza dal villaggio, nella zona del Monastero di Kyra Xèni, si sono scoperte due tombe datate nel periodo Miceneo. Oltre a Kyra Xèni, c`è anche il monastero di Santa Tecla, in un ambiente pieno di pace. Quì c`erano tempo fa dei stabilimenti per la produzione del talco e dell`ardesia.

“Mamados”

Μαμάδοςl piccolo villaggio di Mamados si trova nel punto più estremo del Nord-ovest dell`isola, con vista panoramica verso lo stretto tra Tinos e Andros. L`ambiente quì è puro, anche a causa dei forti venti del nord e le sue case candide e le viuzze pavimentate con lastre di marmo sono circondate da giardinetti fioriti. L`Associazione di Marlas-Mamados organizza degli eventi culturali abbastanza interessanti.

“Ismael”

Quì si tratta di un villaggio abbandonato, perchè gli abitanti si trasferirono ai villaggi di “Marlas” e “Mamados”, mentre l`ultimo residente abbandonò la propria casa nel 1968

“Pyrgos”

ΠύργοςIl più grande villaggio di Tinos è anche uno dei più antichi. Ha preso il suo nome da una torre (pyrgos) veneziana che esisteva quì, secondo un documento del 16 mo secolo. Si trova nel bel mezzo di un distretto montuoso e si distingue per la sua bellissima conformazione urbanistica e architettonica, che mantiene la tradizione tiniese. È conosciuto come il luogo di nascita dei famosi artisti di Tinos e della Grecia intera, come Giannoulis Chalepas, D. Filippotis, N. Lytras e tanti altri. La tradizione artistica è evidente nell`architettura delle case, nei spiragli di marmo e nei numerosi ornamenti marmorei che si trovano anche lungo le strade, nelle fontane e nelle chiese meravigliose. Gli artisti e scultori locali si sono valsi del privileggio di avere sotto mano il marmo bianco e verde dei giacimenti vicini che impiegarono nelle ricche decorazioni, facendo del villaggio un “museo all`apΝεκροταφείο Πύργουerto”. Quì si può visitare: Il museo degli “Artisti di Panormos”, le case natali di Chalepàs e Lytras, gli studi degli artisti locali, la Piazza Centrale con la fontana e il platano centenario e infine le chiese impressionanti di “San Nicola” e “San Demetrio”, decorate con delle opere d`arte. Il cimitero di Pyrgos presenta un grande interesse, con lastre e sculture funebri. C`è anche una scuola professionale dell`Arte del Marmo, unica nel suo genere in GrΠλατεία Πύργουecia. Ci sono tutte le sovrastrutture necessarie per il turismo, come ristoranti, caffè, negozi alimentari e gallerie d`arte e di antiquariato, panetteria, camere in affitto ecc. Finalmente, c`e il Museo dell`Arte del Marmo, costruito recentemente vicino alla scuola dell`Arte del Marmo.

GIANNOULIS CHALEPAS

Γιαννούλης ΧαλεπάςÈ nato a Pyrgos nel 1851 da un padre scultore del marmo, da cui ha ereditato l` inclinazione artistica per il marmo, che si dimostrò fin da una tenera età. Dopo aver frequentato il Liceo a Syros e malgrado che i genitori volevano che diventasse un commerciante, lui li persuase a permettergli di frequentare l`Accademia delle Belle Arti di Atene per il periodo da 1869 al 1872. Le sue prestazioni artistiche hanno impressionato gli insegnanti dell`Accademia e si laureò come scultore coi massimi voti. L`anno seguente, grazie ad una borsa di studio conferitagli dalla fondazione dell` Ente dell`Annunciazione della Madonna, si iscrisse all`Accademia delle Belle Arti di Monaco di Baviera, laureandosi nel 1876. Ritornando in patria, affittò un piccolo negozio ad Atene e incominciò la sua attivittà di scultore. In questo perido creò l`opera dal titolo “Il Satiro che gioca con l`Amore” e in seguito incominciò a lavorare sulla sua scultura monumentale più nota, "La fanciulla che dorme”, che si trova tuttora esposta su una tomba del primo cimitero di Atene. Nel 1878 subì un`esaurimento nervoso che di conseguenza lo portò a distruggere molte delle sue opere, mentre tentò anche più volte a suicidarsi. Così finisce il suo più importante pΚοιμωμένη Χαλεπάeriodo creativo. Dopo aver consultato dei specialisti in Grecia e all`estero, i genitori decisero di rinchiuderlo nell`Istituto Psichiatrico di Corfù, dove gli fu proibito di creare e perfino di disegnare, perchè i medici e il personale distruggevano ogni sua opera artistica. Lo stesso si ripetè quando ritornò nella casa paterna a Tinos, coabitando con la madre, che gli proibì di aver a che fare coll`Arte, e creare coll`argilla, il gesso oppure a disegnare con il carbone, arrivando perfino a distruggere tutte le sue opere. Dopo la morte della madre nel 1916, Chalepàs si sentì alienato dalla sua Arte e diventò un semplice pastore, stigmatizzato come lunatico e finì per girovagare nel villaggio di Pyrgos. Ciò malgrado, Chalepas ha avuto la forza di creare alcune opere di scultura in argilla. La sua situazione suscitò una grande commozione presso alcuni critici d`arte di Atene, che vennero a sapere delle sue peripezie e del suo abbandono da parte dello Stato Greco. Così riesce finalmente a uscir fuori da questo incubo e l`Accademia di Atene gli conferisce il Massimo Premio Artistico nel 1927. Nel 1930 finisce il suo secondo periodo artistico, che mette in evidenza i suoi disturbi mentali. Gli ultimi anni della sua vita li trascorse in uno studio artistico di Atene, che sua nipote gli aveva concesso a via Dafnomili, dove visse fino alla sua morte, avvenuta nel 1938. Le opere di questo terzo periodo sono meno importanti in confronto al resto delle sue creazioni. Giannoulis Chalepas è uno dei massimi esponenti dell`Arte Moderna in Grecia. Le sue opere sono di stile classico, ma contemporaneamente si vede una tendenza modernistica nella loro struttura geometrica. Il viso e il corpo dei suoi soggetti scultorei sono molto espressivi, come per esempio avviene con “Il Satiro”, “la Medea” oppure la sua opera famosissima “La fanciulla che dorme”, che è nobile e attraente, piazzandolo allo stesso livello di Rodin.

NIKIFOROS LYTRAS

Νικηφόρος ΛύτραςNel 1832, un altro grande artista nacque a "Pyrgos": Nikiforos Lytras. Ha studiato ad Atene, dopo l`incoraggiamento del suo istruttore, che riconobbe il suo talento nella pittura. Di seguito, frequentò l`Accademia delle Belle Arti di Atene e, più tardi, con una borsa di studio statale, anche l`Accademia delle Belle Arti di Monaco di Baviera, dove fu apprezzato dai suoi insegnanti, tantochè gli proposero un posto di professore presso la medesima Accademia. Preferì, invece, di ritornare in patria e nel 1866 diventò professore presso l`Accademia delle Belle Arti di Atene, dove insegnò per ben 38 anni, cioè fino alla scomparsa nel 1904. Νικηφόρου Λύτρα "Ο Αγιασμός"Era amatissimo dai suoi allievi per il carattere mite e geniale. Le sue opere furono molto apprezzate sia in Grecia che all`estero. Era il portrettista ufficiale dell`alta società ateniese, avendo saputo intravvedere e far risalire il carattere delle personalità che dipingeva. In compagnia dell`amico Ghizis ha intrapreso due viaggi nel Medio Oriente e dipinse le figure esotiche della gente di colore. Tra le sue opere si distinguono “Il canto Natalizio”, la “Bagnante” et.al.

DIMITRIOS FILIPPOTIS

Δημήτριος ΦιλιππότηςÈ nato a "Pyrgos" nel 1839 e aveva come padre un eccellente scultore di marmo. Ha studiato presso l`Accademia delle Belle Arti di Roma, dove fu ammirato e premiato dai suoi insegnanti. Dopo il ritorno ad Atene, intraprese la carriera di scultore, creando delle grandi opere che abbelliscono gli spazi pubblici di Atene ed altre città. Tra quelli più noti è “Lo spaccalegna”, che si trova nel parco di Zappeion Megaron. Molti artisti, laureati presso l`Accademia delle Belle Arti di Atene, frequentavano il suo laboratorio di scultura dell`epoca. Gli onori non conferitigli durante la sua vita, gli furono purtroppo attribuiti soltanto dopo la sua morte nel (1919), con il riconoscimento del Massimo Premio dell`Arte e della Letterattura.

GIANNIS GAITIS

Γιάννης ΓαΐτηςÈ nato ad Atene nel 1923, ma era originario di Pyrgos. Giannis Gaitis studiò presso l`Accademia delle Belle Arti di Atene, sotto la guida di artisti come Konstantinos Parthenis e Ioannis Filippotis. Trovatosi a Parigi, andò incontro a tutte le tendenze artistiche del 20mo secolo. Durante gli anni 1944 - 1984, (cioè fino alla morte), era uno degli artisti moderni più proliferi della Grecia, perchè creò oltre 4000 opere d`arte e partecipò a molte esposizioni artistiche. I suoi caratteristici "piccoli uomini", coi vestiti gessati, appaiono all`inizio degli anni 60 e sono il suo “trademark.” Sono ripetuti in monotonia, vestiti con costumi che sembrano “bar-codes”, e simboleggiano il ritmo meccanico della società moderna. Il pittore fu ampiamente riconosciuto all`estero e i suoi dipinti si incontrano dapertutto nel mondo. Una copia d` una delle sue opere si trova oggi in una stazione del Metro di Atene, in forma di ometti-panchine per i viaggiatori.

SCUOLA DELL`ARTE DEL MARMO

Questo Istituto Superiore professionale fu fondato nella metà del secolo scorso a “Pyrgos”, la patria di tanti scultori del marmo, con lo scopo di addestrare i giovani in quell`arte nobile. I diplomati hanno la possibilità di continuare gli studi presso l`Accademia delle Belle Arti di Atene, mentre i due migliori si possono iscrivere senza sottopporsi a degli esami. Questa scuola è l`unica del suo Σχολή Καλών Τεχνών Πανόρμουgenere in Grecia. Il curriculum dura tre anni e le materie sono scultura, pittura, arte del marmo, disegno dal vivo, Storia dell`Arte e composizione. I diplomati possono intraprendere una carriera libera, oppure impiegarsi per il restauro di siti Archeologici (come Partenone et.al.) La fondazione Pan-Ellenica della Madonna di Tinos ha avuto un ruolo importante Σχολή Καλών Τεχνών Πανόρμουnel gestire questa importante Scuola d`Arte fin dall`inizio, finanziandola in tutti i modi, compresa l`alimentazione degli studenti. Ci sono diversi altri sponsori della Scuola Artistica di Pyrgos, come per es. “La Fratellanza dei Tiniesi di Atene”, l´ex Comune di “Panormos (Pyrgos) e l`ex Comune di Xòburgo (ambedue appartenenti oggi al Comune di Tinos). All`inizio, la Scuola dell`Arte marmorea apparteneva al Ministero della Pubblica Istruzione Greco ma adesso fa parte del Ministero della Cultura, da cui viene finanziata ogni anno.

"Panormos"

ΠάνορμοςPanormos è stato da sempre il porto di "Pyrgos", sulla costa settentrionale di Tinos. È situato presso un laghetto vicino a una baia di fronte all`isoletta rocciosa di "Planitis", con il suo storico faro. Nel passato, il porto di Panormos era considerato come uno dei più grandi dell`isola, dove si svolgeva tutta l`attività commerciale di "Exo Meria" (distretto esteriore) di Tinos. Oggi nel porto si trovano solamente peschereggi e barconi turistici. Si tratta di una destinazione molto cara ai turisti sia stranieri che locali, perchè combina spiagge suggestive, situate oltre le due estremità del porto (Aghia Thalassa, Kavalourko, Rohari e altre ancora) con la presenza di tante trattorie del pesce e bar-caffè.