CAVERNE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


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Le grotte sono incluse tra i tanti “tesori ambientali” di Tinos che oltre il paesaggio calmo e pacifico dell`entroterra, possiede anche un lato selvaggio con rocce ripide scolpite dai venti e dalle onde marine. Ci sono tente caverne esplorate e non. Da quelle più conosciute, si menzionano quì di seguito solo alcune:

La grotta di "Gastrià"

Σπήλαιο ΓαστριάQuesta grotta si trova verso un chilometro a ovest dei sito archeologico di "Kionia" ed è accertato che alcuni laboratori di ceramica esistevano una volta quì. Questo si deduce dal fatto che il terreno è ricco di argilla e si sono stati localizzati due camini per la ceramica. I frammenti di vasi di ceramica che si produceva quì, è un`indicazione che i contenitori erano destinati ai pellegrini del vicino Tempio di Poseidon e Amfitrite. Il nome della località "Gastria" è possibilmente derivato dalla parola "Glastria" (recipienti di ceramica). La caverna ha una lunghezza di 50 m e la sua larghezza varia considerevolmente. Dietro l`entrata della caverna, è stata scoperta un`insolita costruzione circolare. Secondo la tradizione, i primi Cristiani perseguitati, si rifuggiavano proprio quì. D`altronde, si sono trovate anche alcune iscrizioni paleocristiane sulle pareti della caverna. Secondo un`altra speculazione, quì esisteva un passaggio segreto che collegava la caverna alla cittadella di Xoburgo, ma questa leggenda è difficile a provare, a causa del fatto che la caverna finisce presto, probabilmente a causa di un collasso delle masse di terra e pietre sovrastanti. Il posto merita di essere ulteriormente esplorato, anche perchè presenta un interesse geologico oltrechè quello archeologico.

Mygospilià o Kammèni Spilia (Grotta delle mosche o Grotta bruciata)

Questa grotta si trova a una distanza di 6 chilometri a ovest del villaggio di "Aetofolia", su un`altitudine di 200 m, a un posto di nome "Kastela". Ha una lunghezza di 55 m e due entrate. Quì furono scoperte delle ossa umane di almeno sei donne e bambini, sparse dapertutto. Dai frammenti di ceramica trovati quì, si deduce che i reperti risalgono all`epoca della rivoluzione contro il dominio turco, se non oltre. Secondo un racconto, quì c`è stato un`attaco dagli incursori che diedero fuoco alla grotta, dove si erano rifuggiati alcune donne e bambini, condannandoli ad una morte atroce e martirica. Un`aspetto curioso di questa grotta è uno sciame di una rara specie di mosche che ci vive dentro. I specialisti mantengono che tale specie di mosche esiste solamente quì.

"Drakòlakas"

Σπήλαιο ΤήνουLa grotta in questione dista circa 4 chilometri dal villaggio di "Platià" e un chilometro dal seno di "Vathì". Il suo nome proviene dalla parola dialettale "Drakòti" che significa l`afflizione "cianosi". La gente locale portava quì i bambini sofferenti di questo male, sostituendo i loro consueti abiti neri con degli abiti colorati e pregavano per la loro cura. Quindi, lasciavano i bambini a pernottare per tre notti nella grotta; quelli che sopravvivevano si ritenevano guariti, grazie all`influenza magica di questa grotta.

La grotta di "Panormos"

Questa grotta si trova nella parte settentrionale dell`isola, presso il lato nord del porticino di "Panormos". Fu scoperta nel 1854 e fu sfruttata come una cava di marmo.

Tra le grotte minori, segnialiamo le seguenti:

La grotta di "Vriocastro"(Vrècastro)

Si trova nel lato est della collina preistorica di Vrècastro. Di dimensioni di 5 m di lunghezza e 4 m di larghezza, è accessibile solamente dal mare.

La grotta di "Vourlismena"

La si può trovare sulla costa ripida e rocciosa dell`est di Tinos, nella località omonima di Vourlismena. È un rifuggio di piccioni selvaggi e misura 5 m di lunghezza e 4 m di larghezza.

La caverna "Kithàra" ("Chitarra")

Σπηλιά στην ΤήνοSi trova presso la grotta precedente, a 3 chilometri più a nord. Il suo nome proviene dalla sua rassomiglianza alla forma di una chitarra, ed ha una larghezza di 5 m e una lunghezza di 6 m. La si può raggiungere solamente dal mare e si ritiene una riserva di piccioni selvaggi. Si crede che sia comunicante col monte “Tsikniàs”.
Menzioniamo quì alcuni altri nomi di grotte, come "Fournàkia", “Spilià,” “Kamàra” (the "chamber"), "Koufagrèli" ecc.